Il 29 Novembre u.s. l’AGCM ha chiuso l’istruttoria avviata lo scorso aprile contro Facebook Ireland Ltd. e la controllata Facebook Inc., sanzionandole con una multa complessiva di 10 milioni di euro per la violazione degli artt. 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo.

Gli artt. 21, 21, 22 del Codice del Consumo tutelano il consumatore contro le pratiche commerciali “ingannevoli”, ossia quelle iniziative commerciali poste in essere dal professionista sulla base di informazioni non vere o comunque idonee a ingannare il consumatore sulle qualità del prodotto o del servizio in questione.

Gli artt. 24 e 25 del Codice del Consumo tutelano il consumatore contro le pratiche commerciali “aggressive”, cioè gli atteggiamenti idonei, anche solo indirettamente, a condizionare le scelte del consumatore, inducendolo ad assumere decisioni di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso.

All’esito dell’istruttoria, l’AGCM ha ritenuto che Facebook non informasse adeguatamente l’utente – al momento della sua iscrizione al social network – sulle finalità commerciali sottese all’impiego dei suoi dati personali.  Sul punto, l’Autorità ha infatti affermato che, nonostante il fatturato di Facebook sia costituto per la maggior parte dalla vendita dei dati di profilazione dei propri utenti, il Social Network non abbia mai comunicato sufficienti e adeguate informazioni all’utente sulle finalità commerciali e modalità di impiego dei dati personali forniti alla piattaforma.

L’Autorità ha inoltre ritenuto che Facebook limitasse di fatto il diritto dell’utente di revocare successivamente il consenso prestato, prospettandogli numerosi ostacoli alla fruibilità del social network in caso di revoca del consenso.

Con tale decisione, l’Autorità Garante ha ulteriormente confermato l’importanza di assicurare al consumatore il diritto ad una piena e consapevole autodeterminazione in relazione alle modalità di impiego dei suoi dati personali, delineando le linee guida che ogni soggetto professionista è tenuto a rispettare nei confronti del consumatore nell’esercizio della propria attività.

Per vedere la decisione integrale clicca qui

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