Con il Provvedimento n. 52 del 1° febbraio 2018, il Garante per la Privacy ha vietato l’invio, senza consenso, di messaggi promozionali agli indirizzi Pec di liberi professionisti, (i) proibendo al Titolare l’ulteriore trattamento dei dati personali raccolti, (ii) ordinando, altresì, la cancellazione dei dati trattati in violazione di legge senza ritardo, e comunque entro e non oltre 30 giorni dalla ricezione del provvedimento, e (iii) riservandosi di valutare , con autonomo procedimento, la sussistenza dei presupposti per contestare la violazione degli artt. 13, 23 e 130 del Codice, e quindi irrogare le sanzioni previste dagli artt. 161 e 162, comma 2-bis del Codice.

Gli indirizzi Pec, oltre ad essere stati trattati senza consenso, erano stati raccolti in modo illecito dal registro Ini-Pec, dal sito www.registroimprese.it e dagli elenchi pubblicati da alcuni ordini provinciali, in violazione dei ai principi di liceità e correttezza nonché di finalità di cui all’art. 11 del Codice della Privacy, in palese contrasto con gli articoli 6-bis, comma 1, d.lgs. n. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale, c.d. “CAD”) e  16, comma 10, d.l. n. 185/2008 (convertito, con modificazioni, in legge 28 gennaio 2009, n. 2).

Il primo individua la finalità del registro pubblico INI-PEC esclusivamente in quella di «favorire la presentazione di istanze, dichiarazioni e dati, nonché lo scambio di informazioni e documenti tra la pubblica amministrazione e le imprese e i professionisti in modalità telematica», con esclusione dunque di ogni finalità a carattere promozionale/commerciale.

Il secondo  riserva alle sole pubbliche amministrazioni l’estrazione di elenchi di indirizzi di posta elettronica certificata contenuti nel registro delle imprese o negli albi o elenchi e solo per le comunicazioni relative agli adempimenti amministrativi di loro competenza. In un caso le e-mail risultavano inviate anche dopo che il destinatario si era già opposto formalmente al trattamento dei suoi dati personali, esercitando i diritti previsti dal Codice privacy.

Il Provvedimento del 1à febbraio non è l’unico in tema di contrasto all’utilizzo degli indirizzi pec per l’attività di spamming, già ritenuta illecita nelle Linee guida dello stesso Garante del  4 luglio 2013 in tema, appunto, di attività promozionale e contrasto allo spam.

Qui il link al Provvedimento:

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/7810723

 

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